Come tutti sappiamo, nella serata di Giovedì 7 Marzo si è tenuta l’assemblea della Valle per discutere del futuro dei nostri comuni. È stato chiaro fin dall’inizio che l’idea è stata apprezzata dalla popolazione che è intervenuta numerosa.

La serata si apre quindi con una descrizione della storia e delle caratteristiche della nostra Valle, tenuta dalla moderatrice, Gloria Mancassola. In questo frangente vi è stata inoltre occasione per ricordare alcune persone che non sono più tra noi ma che alla nostra Valle hanno dato molto: il parroco di Cavargna, Don Federico Scanziani, l’appena scomparso Dottor Giorgio Grandi e lo storico sindaco di San Bartolomeo, Geometra Romano Curti.

In seguito il sindaco di San Bartolomeo, Moreno Bonardi, espone i possibili scenari che si prospettano a seguito della spending review avviata dal precedente governo Monti. Si evince in fretta che i paesi hanno a disposizione tre scelte: l’unione dei comuni, la fusione con un comune limitrofo più grande o l’accorpamento di servizi. I sindaci di Cavargna, San Nazzaro e San Bartolomeo, dopo un appassionato discorso riguardante l’importanza del mantenimento dell’unità e dell’identità della Valle, si dicono quindi favorevoli ad intraprendere la strada meno invasiva e orientarsi quindi verso l’accorpamento di servizi. Emerge su tutti l’intervento molto sentito del sindaco di Cavargna, Gavino Fiore. Si segnala inoltre la presenza del parroco della Valle, Don Giuseppe Pediglieri, quale rappresentante della comunità di San Lucio, già esempio riuscito di unità delle parrocchie dei quattro comuni.

Particolarmente atteso è arrivato il momento per il sindaco di Cusino, l’avvocato Igor Curti, di prendere la parola ed esporre il suo punto di vista riguardo ai fatti. Le sue ragioni hanno attinto ad argomenti di carattere puramente economico basate sul fatto che, a seguito di una fusione con Carlazzo, il paese di Cusino usufruirebbe di numerosi sussidi. Al termine del suo intervento i fischi non si sono attardati ad arrivare, seppur subitamente placati dal sindaco di San Bartolomeo, Moreno Bonardi.

Nel corso del dibattito l’ex sindaco di Cusino, Francesco Curti, fa notare ad Igor Curti che in paese è stata fatta una raccolta di firme e quasi il 60% della popolazione si è detta contraria alla fusione con Carlazzo. A seguito di ciò l’avvocato Curti giustifica questo dato sostenendo che la popolazione non era informata e che ha fatto una scelta senza conoscenze e senza cognizione di causa. Va comunque detto che nella serata di Giovedì il sindaco di Cusino ha avuto l’occasione propizia per rendere edotti i suoi cittadini e convincerli della sensatezza del suo progetto; è pacifico chiedersi per quale motivo gran parte del suo discorso presentava frasi quali: “Non vi sto a spiegare, non vi sto a dire queste cose, non vi sto ad annoiare con questi dati”.

Al contrario abbiamo assistito ad un intervento particolarmente interessante dell’ex sindaco di San Nazzaro, l’architetto Marco Mazza, il quale ha esposto in maniera estremamente semplice e seriosa diversi concetti riguardanti leggi, deroghe e possibili sussidiarietà. Il suo discorso inizia con l’elenco degli aspetti fondamentali che conferiscono un carattere di unitarietà alla nostra Valle: dapprima gli aspetti storici che hanno portato alla formazione dei nostri paesi, successivamente quelli più geografici, orografici e sociali che ci caratterizzano. Tutto questo per dire che un carattere unitario potrebbe avere una valenza nettamente maggiore nel caso in cui si andassero a chiedere deroghe alle nuove leggi. Al contrario, la possibile disgregazione della Valle causata dalla fusione di Cusino con Carlazzo, andrebbe a creare una forma d’indebolimento amministrativo che potrebbe compromettere la posizione di tutti i paesi della Valle. In questo senso occorre ora avviare un progetto concreto di ricerca finalizzato a trovare la corretta soluzione.

Occorre inoltre dire che nel corso della serata non è stata data sufficiente importanza alla spiegazione di ciò che implicherebbero realmente i tre scenari prospettati e descritti dai sindaci. In questo senso ci chiediamo, nella pratica quotidiana, quali sarebbero le differenze economiche in termini di guadagni e spese e quali le novità amministrative che andrebbero a toccare noi cittadini. Nella fattispecie, sarebbe stato opportuno soffermarsi maggiormente sulla spiegazione del concetto di “accorpamento di servizi” ed eventualmente analizzare maggiormente le tempistiche di attuazione.

Ciò che è comunque stato chiaro riguarda il fatto che una decisione come quella della fusione di Cusino con Carlazzo sarebbe definitiva e dalla quale non sarebbe più possibile tornare indietro. Per questa ragione si ritiene opportuno riflettere maggiormente e ponderare la scelta per evitare sgradite sorprese. Tuttavia, cercando di interpretare il pensiero comune, quand’anche la decisione più drastica della fusione con un comune limitrofo dovesse prospettarsi l’unica legislativamente possibile, sarebbe corretto che i comuni della Valle restassero uniti nell’affrontare il proprio destino.

Resta da specificare che presto verrà indetto un referendum nel paese di Cusino in cui la popolazione avrà modo di esprimere la propria volontà. Il tutto con la sincera speranza che possa trattarsi di un referendum di carattere vincolante e non puramente consultivo. A seguito vi sarà un’ulteriore assemblea che coinvolgerà nuovamente tutta la Valle.

Per concludere, so che qualcuno potrebbe accusarmi di non essere stata sufficientemente obiettiva nell’esposizione, ma sono altrettanto certa che molti mi scuseranno comprendendo che quando un argomento tocca così da vicino i sentimenti più profondi è difficile non far prevalere la propria emotività. Resto tuttavia ampiamente soddisfatta che la Valle si sia sentita veramente unita ora che qualcuno ha minacciato di dividerla.

Chiara Bugna



Il pensiero di una Cavargnona che vive lontano

Con la mente sto compiendo un viaggio immaginario verso casa…. Verso la mia casa, quella che mi ha dato le origini tanto care, che hanno impresso nel mio essere ciò che sono .
Un bagaglio di conoscenze, di affetti, di esperienze e di scambi che mi fanno ancora sentire, nonostante la lontananza, parte di quella Valle che è sempre nei miei pensieri quotidiani, nella parte più profonda di cuore dove si annidano i ricordi. E non passa giorno in cui nei miei discorsi non ricorra un po’ di Essa! E’ forte questo attaccamento che si rinsalda ogni volta che mi è possibile ritornare e, nei momenti più o meno belli della vita, una parte di me pensa a quella miriade di scenari, di particolari, di sensazioni che rendono la nostra Valle simile ad una grande quercia che ci tiene saldamente ancorati a Lei con le sue grandi e possenti radici.
Ancorati alla nostra identità…un’identità culturale così unica nel suo genere che non può essere rinnegata. Perché rinnegare la propria identità è rinnegare le proprie origini, cancellando con un colpo di spugna secoli di storia locale, tradizioni e fatiche di chi ci ha preceduti.
E’ il momento di risvegliare le coscienze e di prendere atto che solo volgendosi insieme in un’unica direzione si può essere “presenza” nel presente per una piena condivisione di interventi e di idee.
La mia è una riflessione che sorge spontanea. Non è dettata da logiche politiche e tantomeno economiche, ma da quello che il celebre scrittore J.London definisce in un suo romanzo “Il richiamo dalle molte note che risuona più allettante e imperioso che mai”.

Stefania Mazza

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