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L'oratorio montano di San Lucio

L'oratorio montano di San Lucio (foto di Attilio Selva)

L’oratorio montano, posto sul valico omonimo che collega la Val Cavargna con l’elvetica Val Colla, a 1500 metri d’altitudine, risalente al XIII, XIV secolo, almeno nella parte più antica, è dedicato a San Lucio (fino al 1613 conosciuto come San Luguzzone, S. Uguzzo, Sant’Uguccione).

Il sacro edificio ricorda nella sua struttura le costruzioni sorte sui valichi alpini per l’assistenza ai viandanti, poi trasformate in ospizio come al San Gottardo, al gran San Bernardo, al Sempione. La sua dimensione, la presenza di un portico per accogliere e riparare i viandanti, la tipologia architettonica, i materiali utilizzati riportano ai tempi in cui le comunicazioni avvenivano lungo semplici mulattiere.

La chiesa dedicata a San Lucio è nominata per la prima volta in un documento del 1358.



Escursione da Cavargna all’oratorio di San Lucio


Passeggiata per coste e dorsali erbosi sino a mt 1542 di altitudine, con itinerario Cavargna – Monti Coloné – San Lucio – Cavargna. Percorso di medio impegno fisico a causa della forte pendenza. Periodo consigliato: tutto l’anno, tempo permettendolo, e con adeguata attrezzatura anche con neve.

Da Cavargna, nei pressi della parrocchiale, si prende il sentiero a sinistra della chiesa, che porta in ripida salita alla Colonia del Dolai. Continuando a salire si entra in Val Marda, al limitare di un faggeto, denominato “Bosco Sacro”, valida protezione paravalanghe. Superato un torrente su un ponticello e salito un tortuoso sentiero si prosegue sino ad imboccare un tratto sterrato che conduce in salita al nucleo dei Monti Coloné (alt. 1400 mt), in posizione panoramica sulla valle, all’altezza della fontana si seguono le tracce a destra che puntano alla larga dorsale principale. Tra prati e cespugli si giunge alla chiesetta di san Lucio, sull’omonimo valico sul confine svizzero con la Val Colla.

Nei pressi dell’oratorio il Rifugio San Lucio, già casermetta della Guardia di Finanza per il servizio anticontrabbando.

Per il ritorno a Cavargna si percorre a ritroso il tragitto di andata, oppure si può seguire la strada sterrata sino alla Cava, dove si incrocia la strada provinciale n. 11 della Val Rezzo.



Il santo


La vita di San Lucio trascorsa tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo, terminata col martirio, è così descritta dal Ferrari (F. Ferrari “Catalogus Sanctorum Italiae”, Milano, 1613), in base a notizie tratte da antica tradizione: “Essendo il pastore (Lucio) al servizio di un padrone avaro e dando il suo ai poveri, fu dal padrone cacciato. Messosi al servizio di altro, avvenne che quest’ultimo vide rapidamente moltiplicarsi i suoi greggi e prodotti, mentre il primo andava in miseria. Questi, spinto dall’invidia e dall’odio uccise il servo di Dio”.

San Lucio definito santo popolare, in quanto non proclamato ufficialmente santo, aveva ricevuto fama ed importanza anche dalla visita pastorale di San Carlo Borromeo nel luglio 1582, fermatosi in preghiera all’oratorio alpestre per quasi una giornata e scendendo poi di notte verso Sonvico per andare in visita il giorno seguente alla Pieve di Capriasca.

Ancora ai giorni nostri la gente ricorda San Lucio, presso l’oratorio montano, due volte l’anno: al 12 luglio, ricorrenza dell’onomastico e, secondo la tradizione, giorno del martirio, con la celebrazione della messa nell’ambito di una cerimonia di devozione e di preghiera e al 16 agosto, festa di San Rocco, con la celebrazione della messa al mattino, nel contesto di una sagra popolare, con cibi, bevande e musiche in allegra compagnia.



La chiesa


Ultimati i restauri protrattisi per diversi anni (1983 – 2000), relativamente sia alle strutture dell’antico sacro edificio dedicato a San Lucio, sia alle pareti affrescate, si possono ora osservare i dipinti murali recuperati.

Le volte della prima campata (presso la porta d’ingresso principale) sono dedicate ad episodi della Vita di San Lucio, con al centro un Padre Eterno benedicente che regge il globo nella sinistra. La vela est presenta San Lucio che distribuisce formaggio ai poveri (Fig. 1) in ginocchio ai suoi fianchi e nella parte in basso della vela in piccolo è raffigurata una persona inseguita da un orso, nell’atto di rivolgersi al Santo protettore che lo salva e al quale riconoscente offre il dipinto, quale ex voto. La vela sud presenta l’incontro di San Lucio con un povero vecchio, in un ampio contesto paesaggistico, con mucche al pascolo e case di paese. La vela nord attualmente presenta solo un crocifisso, il resto del dipinto è scomparso. La vela ovest presenta San Lucio al centro nella tipica posizione dell’orante con le braccia alzate al cielo, fra due santi martiri in vesti di diacono (Fig. 2), a sinistra San Lorenzo (patrono di Cavargna), a destra Santo Stefano, o San Vincenzo, un martire tra i martiri. Dipinti ritenuti del Cinquecento.



San Lucio distribuisce formaggio ai poveri

Fig. 1: San Lucio distribuisce il formaggio ai poveri

San Lucio tra due diaconi

Fig. 2: San Lucio tra due diaconi

  • Nel sottarco tra la prima e la seconda campata, tre clipei racchiudono i busti di tre profeti, da nord a sud, Samuele, Aronne, Zaccaria.
  • Nella seconda campata si vedono: al centro un Agnus Dei, nelle vele un Padre Eterno e gli Evangelisti, a nord Giovanni (Fig. 3) con l’aquila, ad est Marco con il leone, manca la vela sud con Luca e Matteo. Sulla parete a sud è parzialmente visibile un Sant’Antonio Abate col fuoco in mano. Sulla parete nord sono visibili, in parte, una Madonna col Bambino affiancata da San Lucio e da San Giovanni Battista.
  • Sull’arco tra la seconda e la terza campata è presente un Sant’Antonio Abate, quattrocentesco.
  • Sulla volta della terza campata rimane una delicatissima Madonna col Bambino Gesù (Fig. 4), proteso verso l’albero che si piega verso di lui. La parete sud presenta l’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele, la parete nord è stata sfondata nel Settecento per realizzare la Cappella di San Rocco.

San Giovanni Evangelista

Figura 3: San Giovanni Evangelista

Madonna con Bambino

Figura 4: Madonna con Bambino

  • La quarta campata (antica parte presbiteriale, prima della costruzione nel Settecento dell’attuale zona absidale con l’altare) presenta sulla volta nella vela verso l’ingresso una Madonna della Misericordia che protegge i fedeli, nelle vele laterali i Dottori della Chiesa e gli Evangelisti, questi non più visibili. Sulla parete nord la Madonna che allatta seduta in trono con i Santi Antonio e Lucio, sulla parete sud un San Giovanni Battista e un San Bartolomeo, mentre l’apertura successiva della finestra ha provocato quasi completamente la perdita di un Sant’Antonio e di un San Lucio.
  • Dopo l’aggiunta della quinta campata la volta dell’attuale zona presbiteriale presenta la Gloria di San Lucio, dipinto attribuito a Giovan Battista Pozzo, artista della Valsolda, attivo nel Settecento anche a Porlezza presso la Parrocchiale di San Vittore.

I restauri hanno consentito di recuperare una significativa testimonianza di fede e di devozione, permettendo la salvaguardia di un sacro edificio nella sua peculiarità di antica chiesetta montana, periferica e isolata.

Un dipinto su rame raffigurante San Lucio che distribuisce il formaggio ai poveri, ritenuto del XVII secolo, già presso l’oratorio montano, si trova ora, dopo il restauro, nella parrocchiale di S.Lorenzo M. di Cavargna.

Una statua lignea raffigurante San Lucio, ritenuta del XVIII secolo, ma che presentando stilemi quattrocenteschi potrebbe essere la riproposizione di una statua più antica e una statua lignea raffigurante San Rocco con il cane Reste, del XVIII secolo, già presso l’oratorio montano sono ora esposte presso il Museo della Valle a Cavargna.

Per approfondire:
“San Lucio di Cavargna (San Luguzzone, S. Uguzzo, Sant’Uguccione): il Santo, la Chiesa, il Culto, l’Iconografia”, a cura dell'Associazione “Amici di Cavargna", 2000, un’edizione completamente rinnovata e sostanzialmente ampliata, che presenta nella parte relativa al santo, un approfondimento sulle fonti della tradizione popolare, con testi legati alla vita di San Lucio e diffusi nei secoli passati, nella parte dedicata alla chiesa, esperti specialisti hanno illustrato il sacro edificio, le sue pitture, il suo contenuto storico ed artistico ed i recenti interventi di restauro, oltre alla parte relativa alla diffusione del culto e dell’iconografia di San Lucio, che ha consentito di trovare testimonianze del Santo in territori anche distanti dalla Val Cavargna:

  • In Val Cavargna e nei territori limitrofi: Carlazzo, Corrido, Gravedona, Lanzo Intelvi – Scaria, Osteno, Passo del San Lucio, Porlezza, San Bartolomeo V.C., Valsolda.
  • In Ticino: Ascona, Biasca, Carona, Giornico, Isone, Lamone, Lugano, Maggia, Medeglia, Peccia, Semione, Sonvico, Verscio.
  • In Lombardia: Diocesi di Milano, Milano, Abbiategrasso, Barni, Civate, Cogliate, Lurago Marinone, Malnate, Moncucco – Brugherio, Precotto; Diocesi di Bergamo, Bergamo, Chiuduno, Clusone, Valgolglio; Diocesi di Brescia, Brescia; Diocesi di Cremona, Gadesco – Pieve Delmona; Diocesi di Novara, Pizzanco di Bognanco, Bognanco, Belgirate, Cravegna, Domodossola, Massino Visconti, Paruzzaro, Varallo Sesia.
  • In Emilia: Parma, Piacenza
  • In Francia e in Svizzera: la Gilda dei Casari, Confraternita di S. Uguzzone.
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