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Questa traversata è classificata EE cioè per escursionisti esperti, poiché manca di segnaletica eccetto il tratto che ricalca l’Alta Via del Lario, e perché il segmento finale in cresta presenta tratti esposti che richiedono attenzione.

Cartografia: Kompass Carta turistica sentieri e rifugi 1:50.000 carta n° 91- Lago di Como-Lago di Lugano

La partenza è da San Nazzaro in Val Cavargna che si raggiunge in auto con la Strada Statale 340 che da Menaggio sulla costa del Lago di Como sale a Porlezza, deviando per Carlazzo, da dove si prosegue per Cusino, San Bartolomeo e San Nàzzaro.

All’inizio dell’abitato, che conserva ancora un nucleo di originali architetture rustiche, si prende a destra la via S. Antonio. Giunti a monte della chiesetta di S. Antonio si imbocca la strada asfaltata che sale a destra e si inoltra in una pineta, terminando in località Tecchio a 1330 m., dove sorgono alcune baite: qui nei pressi si può parcheggiare l’auto. Dal parcheggio si sale per l’ampia strada sterrata di recente costruzione che transita con una serie di tornanti tra i verdi pascoli dove in primavera esplode la fioritura delle ginestre; giunti a un bivio, si prende a sinistra per tagliare a mezzacosta il versante della Valle Piazza. Sempre seguendo la sterrata, si guada un torrente ed elevandosi con un ultimo tratto in salita si raggiunge l’alpe di Piazza Vachera.

In alternativa dalle Baite di Tecchio, spostandosi sulle tracce di sinistra e poi di destra ci si alza verso la cima Sasso e se ne contorna la dirupata sommità in direzione della Val Di Lana. Si sale a zig zag lungo il culmine della dorsale superando la chiesetta della Croce di Campo a 1739 m. e si prosegue ancora in salita lungo il crinale per circa trecento metri fin dove si restringe.

Alla stretta del crinale si intraprende l’attraversamento in costa sul versante della Valle Piazza, si superano alcune sorgenti e si giunge all’ Alpe di Piazza Vacchera, un importante alpeggio ancora attivo, a 1774 m., proprio ai piedi della imponente piramide rocciosa del Pizzo Di Gino.

Passando a monte dell’alpe, si incontra un fabbricato nuovo servito da una teleferica , e guadato un torrentello, con un paio di tornanti si raggiunge e si segue a sinistra la vecchia Strada Militare che aggira tutto il pendio sud-ovest del Pizzo e che fa parte della Linea Cadorna, una linea di difensiva da una eventuale invasione austriaca fatta costruire su queste montagne lariane di confine dal Generale Cadorna durante la Prima Guerra Mondiale. L’ambiente che si attraversa è molto scarno e severo, a valle si distende invece la verde conca della val Cavargna punteggiata di paesi.

Si supera un canalone sopra i detriti di una valanga e ci si eleva con una serie di tornanti, poi si continua a mezzacosta fino a un grande ometto, a m. 1980. guardando a valle si possono vedere i resti delle trincee costruite durante la I guerra Mondiale. Si prosegue sul fianco occidentale del Pizzo di Gino (con segnavia rari costituiti d sbiaditi bolli arancione) e si raggiunge la cresta spartiacque tra la Valle Cavargna e la Valle dell’Albano. Adesso la vista si apre verso nord sulla immediata conca di Sommafiume e più oltre sulla Valle dell’Albano, con all’orizzonte la catena delle Alpi. S’incontra un primo bivio rimanendo sulla destra; al secondo bivio, poco sotto la cresta, si prende a sinistra (Bolli bianchi e rossi dell’ Alta Via del Lario) e si raggiunge in breve la Bocchetta di Senavecchia a m. 2010. Si continua in direzione nord ovest lungo il crinale, all’inizio roccioso, sempre seguendo i Bolli bianco/rossi dell’ Alta Via. In corrispondenza di una banderuola metallica si abbandona l’Alta Via per continuare, senza segnaletica, a sinistra, sul filo della cresta. Raggiunto un dosso erboso dal quale si vede il vallone sottostante al Rifugio Sommafiume, la dorsale piega decisamente a sinistra in direzione ovest. Si scende ad un colle e si risalgono per una traccia piuttosto vaga le rocce tenendo il più possibile il filo della cresta fino alla più alta elevazione della Cima Verta con i suoi 2094 m., detta anche Motto della Tappa.

Il Rifugio Sommafiume appartiene al CAI di Dongo v. Don Goivanni Manzi 34 22 tel +39 034481074 offre 20 posti letto ed è agibile da maggio a settembre, previo ritiro delle chiavi presso il Sig. Giovanni Bettiga, via Matteri 85, 22014 Dongo (CO), tel. 0344-81695 oppure presso Trattoria S. Anna, Località S. Anna (strada per il Giovo), 22010 Germasino (CO), tel. 0344-88501- 88332.

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