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Il Sentiero delle quattro valli è lungo complessivamente 45 Km ed è diviso in tre tratti che richiedono un totale di percorrenza di circa 20 ore. La prima tappa del sentiero si snoda tra il Parco della Val Sanagra e l’agglomerato montano di Oggia, sito nel comune di San Bartolomeo Val Cavargna. Questo primo tracciato (livello di difficoltà T) richiede il superamento di un dislivello complessivo di 451 m e un tempo totale di 8 ore. Il collegamento fondamentale tra queste località si trova a Malè (anche nota come Lugone) (1114 metri), in territorio di Cusino, poco oltre l’Alpe Logone (1184 metri).

Segnale del sentiero delle quattro valli

Il segnale che indica il Sentiero delle quattro valli (foto di Attilio Selva)

La collocazione strategica di Malè e la rilevanza naturalistico-ambientale del luogo hanno spinto il comune di Cusino a dotare l’area di opportuni bivacchi per l’escursionista che voglia affrontare il percorso senza necessariamente dipendere dai paesi a valle. Per questi motivi sono stati attrezzati due “roccoli”, aree di sosta utilizzata dagli abitanti a scopo ricreativo in occasione di feste e ricorrenze, un tempo utilizzata dai cacciatori come postazione di sosta per sorprendere i volatili e per questo circondata da grossi esemplari di faggio. Persa l’originale funzione, il roccolo più grande, collocato ai piedi del Motter dove sorge la Chiesetta della Madonna della Salute, è stato attrezzato con panche, tavoli, barbecue, fontana e servizio igienico, diventati utili per il turista che vuole sostare anche solo per una breve pausa in piena armonia con l’ambiente naturale.

Caseggiati a Malè

I caseggiati di Malé (foto di Attilio Selva)

L’offerta del territorio non si limita a una sosta temporanea, infatti, qualora si desideri rimanere per una o più notti, è possibile usufruire del bivacco costruito all’interno del roccolo o di una seconda struttura (anch’essa ex. roccolo!) posta lungo la carrareccia che ricalca il sentiero delle quattro valli.
Il paesaggio e l’ambiente naturale offerti dai monti di Cusino sono davvero notevoli; di fronte si scorge il contrasto geomorfologico tra le aspre bastionate dolomitiche del Monte Pidaggia e i dolci pascoli di Malè, le dense faggete con alberi di dimensioni ragguardevoli e la veste rurale del paesaggio.
Un altro elemento di rilevanza del territorio di Malè è la presenza di 4 "nevere": particolari costruzioni che fungevano da luoghi per conservare e mantenere gli alimenti; all’interno veniva deposta la neve che creava un microclima adeguato allo scopo. Sono spesso costruite in prossimità degli alpeggi così da poter tenere al fresco i prodotti derivati dal latte. Le nevere dovevano essere quasi completamente infossate nel terreno, con l’eccezione della piccola porta d’accesso, unica parte emergente, così da poter mantenere le loro basse temperature. Per osservare queste curiose strutture bisogna recarsi immediatamente a monte e a valle della Locanda Maria o nei pressi della Valle di Mesino (loc. Alpetto) in territorio di Carlazzo.

Malè, il Motter e l'oratorio della Madonna della Salute

Malè, il Motter e l'oratorio della Madonna della Salute (foto di Attilio Selva)

Va precisato che Malé (1147 m) può essere raggiunto imboccando una strada asfaltata che sale a monte dell’abitato di Cusino. La strada prosegue in salita per 2 Km sino al Roccolo e a un laghetto artificiale dove è possibile parcheggiare. In prossimità del laghetto si snodano 2 vie principali: una carrareccia (sulla destra) conduce all’Alpe del Rozzo (1477 m, 1 ora) e quindi all’Alpe Aigua (1 ora 40 minuti), mentre l’altra prosegue in direzione dei caseggiati e della Locanda Maria (con possibilità di ristoro!), collocati 200 m oltre e già visibili in lontananza. La zona dell’Alpe Aigua è inclusa nell’Oasi Monte Tabor che comprende il versante idrografico destro della valle del Marnotto, la valle Aigua e la valle Carmata (zona di Aigua), un insieme di vallecole che confluiscono a 1300 m circa formando il torrente Cuccio di San Bartolomeo; essa ha una superficie di 268 ettari ed è distribuita tra i territori di Cusino e San Bartolomeo.

Fontana a Malè

Una fontana a Malè, sullo sfondo il Pizzo di Gino (foto di Ermanno Battaglia)

Per continuare lungo il sentiero delle quattro valli occorre optare per la carrareccia che sale all’Alpe del Rozzo; si raggiunge così un grande pascolo da cui si domina tutta la Val Cavargna. Si procede sino ad un bivio dove si abbandona la carrareccia che sale all’Alpe del Rozzo e ci si inoltra nel fitto bosco. Prestando molta attenzione alla segnaletica si scende attraversando parecchie vallette e si giunge al caratteristico ponticello, in legno, sul torrente Cuccio di San Bartolomeo raggiungendo l’agglomerato montano di Oggia (1118 m).

Vista di San Bartolomeo

Vista di San Bartolomeo (foto di Ermanno Battaglia)

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