Questo articolo nasce dall’esigenza di informare la popolazione della Val Cavargna riguardo alcune trasformazioni che il nostro territorio a breve potrebbe subire.
Negli ultimi anni sono arrivate nell’intera Provincia di Como una sessantina di richieste per la realizzazione di captazioni per centrali idroelettriche da parte di società private, soltanto nella nostra Valle le richieste sono state ben 14.
Le strutture saranno dislocate in molti punti della nostra valle lungo il naturale tracciato del torrente Cuccio.Alcuni punti già noti sono nella Valle del Segor nel comune di Cavargna, in zona “Carava” e “Piazza Vacchera” nel comune di San Nazzaro, altre captazioni saranno dislocate lungo il tratto del torrente nei comuni di San Bartolomeo e Cusino.
Per la realizzazione di queste centrali idroelettriche saranno necessarie delle modifiche importanti all’aspetto territoriale che comportano la costruzione di strade atte alla realizzazione degli impianti, canalizzazioni di collegamento interrate e fuori terra che attraverseranno diverse sponde della Valle e opere di scavo lungo gli alveoli del torrente. Inoltre ci sarà una drastica riduzione della portata d’acqua dei corsi, dato che per legge solo il 10 % verrà normalmente lasciato defluire nel naturale corso a valle.


Non si discute l’importanza del bisogno di centrali idroelettriche come fonte di energia rinnovabile, specialmente in quest’epoca in cui c’è sempre maggior richiesta di energia. Ci si pone però la domanda su quali cambiamenti e verso quali problemi di natura ambientale si andrà incontro nella nostra Valle.


Da tutto cio' è nato il comitato Acque Comasche che dal 2008 si batte per la salvaguardia dei corsi d'acqua nel territorio della Provincia di Como opponendosi alla realizzazione di queste strutture ambientalmente “troppo invasive”.
Importantissime notizie si trovano sul sito www.acquecomasche.com.
In particolare molto interessante ed istruttivo è il seguente volantino.
Chi volesse esporre e confrontare il proprio parere con quello degli altri può andare direttamente sul nostro forum nella sezione “Centrali si o Centrali no?”

Ponte Cavada


Qui di seguito abbiamo voluto inserire alcuni approfondimenti sull’argomento.

Cos’è una centrale idroelettrica?
(Tratto da l’enciclopedia multimediale wikipedia)
Per centrale idroelettrica si intende una serie di opere di ingegneria idraulica posizionate in una certa successione, accoppiate ad una serie di macchinari idonei allo scopo di ottenere la produzione di energia elettrica da masse di acqua in movimento. L'energia prodotta dalle centrali idroelettriche è da classificarsi a tutti gli effetti come energia rinnovabile in quanto, almeno in teoria, l'acqua può essere riutilizzata infinite volte per lo stesso scopo senza depauperamento. Il concetto di rinnovabilità è subordinato alla costanza del volume annuo degli afflussi integrali.

Classificazione e descrizione
La classificazione principale che viene fatta è quella tra:
1. Centrali ad acqua fluente. L'acqua viene convogliata in una condotta forzata da li poi viene immessa nelle turbine che ruotano grazie alla spinta dell'acqua, ognuna di essa è accoppiata a un alternatore che trasforma il movimento di rotazione in energia elettrica. La velocità impressa dall'acqua alle turbine viene generata attraverso una differenza di quota, detta "salto", che si traduce in pressione idrodinamica alla quota in cui sono posizionate le turbine.
2. Centrali a bacino.Diga ad arco utilizzata per produrre corrente elettrica. A differenza delle "centrali ad acqua fluente" viene creato un lago artificiale per mezzo dello sbarramento di una gola fluviale con una diga, da cui poi partono le condotte, le quali vengono arricchite da un pozzo piezometrico (interposto prima della turbina) che smorza ed evita gli effetti dirompenti del colpo d'ariete (enormi sovrappressioni che si generano quando la turbina viene fermata tramite la chiusa della condotta).
3. Centrali con impianti ad accumulazione. A differenza delle "centrali a bacino" sono dotate di un bacino di raccolta anche a valle: l'acqua che ha generato energia elettrica durante il giorno passando nelle turbine può essere riportata dal bacino di valle al bacino di monte durante le ore di minor richiesta di energia (ad esempio di notte), mediante pompaggio, utilizzando per questa operazione l'energia elettrica in eccesso prodotta dalle centrali di tipo "sempre acceso" e non diversamente accumulabile. In altre parole il bacino di monte viene "ricaricato" durante la notte e le masse d'acqua riportate a monte possono quindi essere riutilizzate nelle ore di maggiore richiesta energetica. Quest'ultimo tipo di centrali sono dette impianti ad accumulazione. In essi si realizzano gruppi ternari di macchine, ossia la turbina, la pompa e il macchinario elettrico che, essendo reversibile, funziona all'occorrenza da generatore o da motore. Nel caso l'impianto sia dotato esclusivamente di un bacino di monte e un bacino di valle (senza dunque una componente "fluente"), la centrale viene detta centrale idroelettrica a ciclo chiuso o anche stazione di pompaggio. In taluni impianti è inoltre possibile sfruttare la reversibilità di talune turbine, come ad esempio la turbina Francis, che nel suo funzionamento inverso funziona da pompa, riducendo i costi di impianto e di manutenzione, a fronte di una accettabile perdita di rendimento.

Caratteristiche
Le centrali idroelettriche hanno la peculiarità di poter essere attivate e disattivate in pochi minuti con l'immediata apertura delle saracinesche idrauliche, dando quindi la possibilità di coprire facilmente gli improvvisi picchi di richiesta che si possono verificare. Al contrario, gran parte delle centrali termoelettriche e nucleari hanno tempi di attivazione più lunghi, necessari per il riscaldamento dell'acqua e sono pertanto una tipologia di impianti di tipo "sempre acceso" (o "di base").

Svantaggi
Un problema connesso alle centrali idroelettriche è il progressivo interramento in cui inevitabilmente vanno incontro, nel tempo, i bacini di accumulo. Per evitare ciò, questi devono essere periodicamente dragati. Problemi ambientali possono essere costituiti dal fatto che gli sbarramenti (dighe) bloccano il trasporto solido dei fiumi (sabbie e ghiaie) alterando l'equilibrio tra l'apporto solido e l'attività erosiva nel corso d'acqua a valle (erosione del letto del fiume e, talvolta, "taglio dei meandri" per la maggiore velocità) fino al mare dove, per il diminuito o nullo apporto solido si assiste al fenomeno dell'erosione delle coste. Grandi bacini idroelettrici inoltre possono in alcuni casi avere impatti ambientali e socio-economici di diversa entità o gravità sulle zone circostanti (modifica del paesaggio e distruzione di habitat naturali, spostamenti di popolazione, perdita di aree agricole, ecc.) e lo studio di fattibilità deve essere particolarmente accurato soprattutto per quanto concerne l'analisi puntuale della geologia dei versanti e delle "spalle" su cui si attesterà la diga non tralasciando alcun particolare. Solo così si potranno evitare tragedie quali quella che nell'autunno del 1963 sconvolse la valle del Vajont (cancellando la cittadina di Longarone e di altri due centri del fondovalle con 1970 vittime).



Login utente
Chi è online
Ci sono attualmente 0 utenti e 3 visitatori collegati.
Archivio Articoli
Nuovi utenti
  • GabbarSingh
  • Giada Butti
  • LUCA79
  • Alice Rho
Commenti